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Archivio mensile:febbraio 2012

Non solo finanziari

Governo Monti, atto secondo: spread in calo.

Il governo Monti è stato inizialmente criticato perché sembrava non aver favorito il tanto atteso calo dello spread. Ma si trattava di una critica prematura, e i mercati oggi ne danno conferma. Il governo Monti, con le sue iniziative, ha ripristinato il prestigio e la credibilità dell’Italia tra i Paesi dell’area Euro. Ed ecco allora che lo spread inizia a calare, gli investitori tornano ad acquistare titoli italiani, e i flussi tornano anche sugli stocks che erano stati maggiormente penalizzati dalle problematiche legate al debito sovrano del nostro Paese, cioè i titoli bancari: Unicredit, Banca Intesa, Banco Popolare e via dicendo. Durante il mese di gennaio, le banche italiane hanno segnato performance a doppia cifra e tutte sopra al 30%. E ora? Ora calma. I titoli finanziari continueranno ad essere un ottimo cavallo di battaglia per il 2012 ma non credo che possano mantenere lo stesso ritmo senza mai prendersi una pausa. Nelle pause, vale la pena ruotare il portafoglio su altri titoli, stocks penalizzati per varie ragioni ma con buone prospettive: Astaldi, Prysmian, Enel.

Astaldi opera nel settore delle concessioni e nelle costruzioni ed è riuscita a mantenere anche nei recenti difficili periodi una buona marginalità. Sta portando avanti una strategia di espansione e gli ultimi dati disponibili evidenziano un order backlog, nel segmento costruzioni in particolare, che rappresenta un buon cuscinetto anche di fronte a un’eventuale recessione economica.

Prysmian ha una diversificazione geografica significativa: opera in segmenti di nicchia e l’acquisizione di Draka conclusa l’anno scorso le consentirà di esprimere sinergie importanti.

Acquistare Enel, infine, ha una motivazione diversa. Si tratta di un’azienda in gran parte italiana ed esposta pertanto a tutte le problematiche del nostro Paese, rallentamento economico incluso. Però, anche per Enel, come per l’Italia, il calo dello spread di oltre il 30% ha una grande importanza perché significa rifinanziare il debito in scadenza nel 2012 a tassi inferiori rispetto a un mese fa. E non va dimenticato poi l’ottimo dividend yield che offre il titolo a ottimi prezzi.

In definitiva, il mio consiglio è continuare ad investire in titoli quotati in Italia, favorendo una certa rotazione del portafoglio per prendere profitto dai titoli finanziari in “ipercomprato” e spostarsi su titoli che ancora possono beneficiare dall’essere “italiani”.

DULCIS IN FONDO

Aberdeen Global – Emerging Market Infrastructure Equity Fund

Andamento del Fondo "Aberdeen Global – Emerging Market Infrastructure Equity Fund", negli ultimi 12 mesi, da Bloomberg.com

Oggi vi segnalo un fondo di nicchia ma con grandi prospettive di crescita. Aberdeen Global – Emerging Market Infrastructure Equity Fund  che investe su aziende che si occupano dello sviluppo delle infrastrutture nei paesi emergenti. Aberdeen gestisce questo fondo da fine 2009, e per la gestione si avvale di gestori dislocati a San Paolo, Singapore, Bangkok, Hong Kong e Kuala Lampur. Attualmente l’asset del portafoglio ha un 20% tra Brasile e Messico, e il resto prevalentemente in Asia (India, Hong Kong, Thailandia, Cina e così via). Info ratio 0,38, deviazione standard 23,12.  Questo settore rappresenta una ottima idea da mantenere sempre per i prossimi anni.

 
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Pubblicato da su febbraio 21, 2012 in Attualità

 

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guadagnare in Fondi OGGI – 4° Puntata: Che cosa significa veramente “diversificare”?

Continuiamo la pubblicazione, a puntate, del tascabile “guadagnare in Fondi OGGI”, di cui abbiamo pubblicato i primi 3 paragrafi. Per scaricare gratuitamente l’intero libro, basta cliccare su questo link (Ricordiamo che i dati presentati, a titolo di esempio, sono aggiornati al 2008, ma ciò non inficia la sostanza dei consigli e dei ragionamenti esposti).


guadagnare in Fondi OGGI 

1° Capitolo: QUALCHE PRINCIPIO DI BUON SENSO

4 – “Che cosa significa veramente “diversificare”?”

Diversificare è un termine molto usato in finanza, ma dobbiamo intenderci senza alcun dubbio sul suo vero significato.
Diversificare, infatti, non significa soltanto investire il proprio patrimonio in diverse risorse, in ambiti e settori diversi, in nazioni diverse.
Significa, principalmente, investire in modo che le tendenze NEGATIVE di un’attività siano il più possibile compensate da quelle POSITIVE di un’altra.
Questo è molto importante da capire, altrimenti ci potremmo trovare in una situazione per cui, pensiamo di aver diversificato, ma in realtà non l’abbiamo fatto. Come nel caso in cui, ad esempio, uno abbia investito, contemporaneamente nel settore automobilistico e in quello dei pneumatici: è molto probabile che i due settori si muovano in sintonia, e quindi alla crisi dell’uno corrisponda puntualmente la crisi dell’altro (poche auto = pochi pneumatici).
Per evitare questo rischio – che non è trascurabile – è importante valutare molto attentamente quali sono i collegamenti di mercato che possono esistere tra diversi settori. Una volta studiati questi collegamenti, la parola d’ordine diventerà: diversificare sì badando a scegliere attività che NON si muovono nella stessa direzione!
Non fare anche tu come fece un mio cliente, le cui vicende ti racconto qui di seguito.

Dicembre 2007. Una bella domenica il signor Rossi, invece di guardarsi la partita in TV, legge un articolo su un giornale finanziario e il lunedì mi chiama in ufficio. Vuole vendere tutto e comprare un Fondo BRIC. I Fondi BRIC sono quelli che investono nei mercati azionari emergenti di Brasile, Russia, India, Cina.
Io, ovviamente, faccio il mio mestiere e cerco di dissuaderlo: innanzi tutto bisogna sempre diversificare, ed è sbagliato investire tutto su un solo prodotto. Poi questi Fondi sono molto volatili e correlati – il che vuol dire che, se perdono, perdono di brutto. Ma lui niente: insiste. Aveva letto un articolo in cui i pregi del Fondo BRIC erano documentati con argomenti solidissimi e non c’era niente da fare. Bisognava fare come diceva lui.
“Ma chi è l’autore dell’articolo”, gli chiedo.
“Ah, l’autore non me lo ricordo”, mi risponde lui. “Era un’intervista al gestore”. Come dire: la persona meno obiettiva in circolazione su questo argomento!
Insomma: non c’è niente da fare. E poi, mi fa: “Anche questo Fondo è diversificato: investe in quattro mercati diversi”.
Ecco, anche qui, è proprio sbagliata l’impostazione: certo, i mercati erano diversi ma erano correlati, mentre diversificare significa specialmente combinare gli investimenti in modo che se qualcosa perde ci sia qualcos’altro che compensa. Cosa che non sarebbe accaduta con i Fondi BRIC.
A oggi – 30 settembre 2008 – l’indice dei Fondi BRIC ha perso, in media nell’ultimo anno, il 41%.

Nella prossima puntata andremo avanti a parlare della stampa finanziaria… ci si può fidare?
Se poi sei impaziente e vuoi già leggere il resto, puoi scaricare l’intero libro a questo link.

 
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Pubblicato da su febbraio 12, 2012 in Guadagnare in fondi

 

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JACKFLY – Il Romanzo – Leggi la terza parte

Siamo arrivati alla terza ed ultima parte del romanzo JACKFLY: di cui, nelle scorse settimane, abbiamo pubblicato la prima e la seconda parte; se volete acquistare il libro, utilizzate questo link

Casa di Jack La Mosca
Ore 6.30 del 6 dicembre

L’anno se ne va assai dolcemente, senza fermarsi un istante
a riflettere, senza lasciare a nessuno, ma proprio a nessuno,
un attimo di respiro. Siamo solo ai primi di dicembre e
quest’anno, come da qualche anno a questa parte, è tornata
la neve. E tutti hanno dimenticato all’istante di aver fatto
finta di lagnarsi che non ce n’era più, ma si sono messi a
imprecare contro la fanghiglia, il freddo, l’umido, i ritardi, le
congestioni. Insomma contro se stessi che, diventati adulti,
si sono scoperti incapaci di godere di qualsiasi cosa che non
sia un sonno duro, sordo, senza sogni. Un sonno quasi
impossibile da raggiungere.

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Pubblicato da su febbraio 6, 2012 in Il Progetto Jackfly

 

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